TERMINI MARINARESCHI
implementazione da Giuseppe Di Marzo Op. cit.
Termini in italiano citati per necessario complemento
A - L
M - Z
Maccarrùna =per somiglianza sono così chiamati i due tentacoli lunghi e saettanti, muniti all'estremità di ventose, del calamaro e della seppia. Funzionano da organi di predazione.
Macchèttu = nome collettivo col quale si indicano i -> ritunni quando sono piccoli e sessualmente indifferenziati . -> Còcciu di marchèttu è il singolo esemplare
Un còcciu di macchèttu  = è così indicato il singolo pesce
Madiere = ciascuna delle travi trasversali che appoggiano sulla chiglia e formano la prima base e il primo innesto di tutte le coste, cioè la parte inferiore dell'ordinata. In dialetto -> 'i staminali
 
di Maestra = 1. Maestro o albero di maestra è l'albero principale e il più alto di una nave a vela - 2. Maestra o trevo o vela maestra è la vela quadra più grande e più bassa dell'albero di maestra
Maistràli = maestrale o -> maìstru (maestro) o vento da nord-ovest (N-W)
Maistralòru = vento, più o meno leggero, proveniente da -> maistru, di norma stabile, portatore di cielo azzurro e di bel tempo, ideale per la navigazione a vela
Maìstru = maestro o maestrale o vento da nord-ovest (N-W). -> Acqua-maìstru
Maiulìnu = il polpo piccolo e tenero, nato da poco (generalmente intorno al mese, appunto, di maggio)
Màgghia = maglia, ciascuno dei quadrati, rettangoli ecc., formati da fili incrociati, il cui insieme costituisce una rete
Agguànta nna' màgghia! = ( in una situazione di emergenza, per fermare rapidamente la calata in mare della rete): Afferra una maglia (della rete)! - [e per traslato:Ferma, fermati un momento!]
Avìri 'na sàrda pi'-màgghia = [lett.: Avere (da liberare) una sarda (pesce) in ogni maglia della rete da pesca] - [fig.: dover affrontare un lavoro urgente ed interminabile e per di più imprevisto]
Magghiùni = maniglione, cioè maglia di catena con perno estraibile (che ne consente lo smanigliamento)
Malucunsìgghiu = -> scògghiu r'u Malucunsìgghiu
Mala-fòra = tipo di navigazione d'altùra: oltre gli stretti, cioè oceanica. -> Varca d'a malafòra
Malu-pìsci o pisci-màlo = "pesce cattivo", squalo predatore, detto pure pisci-tunnu
Mammacàura = (mamma-calda, cioè generatrice di calore) miscuglio fangoso-salino che sedimenta nelle vasche delle saline, compattandosi senza irrigidirsi, così impermeabilizzandone il fondo, e favorendo con il suo colore scuro, l'assorbimento dei raggi solari e il riscaldamento e l'evaporazione delle acque salse. Il fondo della vasca di primo impianto viene dotato di uno strato-base di sabbia fine, destinato ad amalgamarsi con quello soprastante di mammacàura.
Manàta = 1. nella rete da pesca, specie nel corso della calata in mare, indica il corpo stesso della rete, e viene accompagnata fuori bordo dalle mani e dagli avambracci dell'operatore - 2. "presa a due mani" di una certa quantità di pesce per porla sulla bilancia per la pesa.
Mangiànza o Manciànza = sono quei piccoli insetti-crostacei (pulci di mare, etc.) che aggrediscono i pesci catturati dalla rete e immobilizzati in prossimità del fondo (particolarmente dove c'è la -> triscia, habitat della mangiànza) arrivando a spolparli per intero, lasciando quindi talvolta spina, e spesso anche pelle, perfettamente ripulite.
Mània = branco di pesci di buona taglia. Altrimenti -> piscàzza o -> varu
Mànichi-ri-cappòttu = sono due travi gemelle che, nelle costruzioni navali in legno, puntellano in convergenza simmetrica a V, e rinforzano, la "ruota" di prua e le sue strutture portanti [fungendo da "ghirlande"] **
Manuvèddra = manovella
Manùzza = gancio a C fissato all'estremità di un'asta
Maraùni = Maraone, isoletta delle Egadi ad W di Formìca
 
Marètimu = Marettimo (antica Hiera), la più lontana delle tre maggiori isole Egadi. -> I ritùnni d'u Marètimu.
Marinèddra = Marinella. La zona orientale del porto, dedicata, per i suoi bassi fondali, all'approdo ed ormeggio delle barche più piccole.
Marrùbbiu = inattesa, talvolta violenta e rovinosa " corrente di marèa" con rapida variazione del livello del mare, provocata soprattutto da vento forte in presenza di altri particolari fattori. Per restare nei nostri mari si ricordi il marrùbbiu che si fa sentire particolarmente nel porto-canale di Mazara. [È spesso causa di danni alle imbarcazioni ivi ricoverate].
Martinàzzu = gabbiano -> vaèddraru
Masciddràru = bordo di -> boccaporto
 
Mascòne = parte prodiera (fuori bordo ) dei fianchi delle navi
Mastra = detta anche scassa, è l'incavo-alloggio (incavo femmina) ricavato nel -> paramezzale della nave, su cui viene appoggiato l'albero, terminanta a -> miccia, che ivi si incastra
Matafiòne = spezzone di cavetto utilizzabile per dar volta a tende, vele, reti etc.
Matasciùna = -> matafiòni, cordicelle pendule destinate a -> terzarolare le vele, e come tali, dette specificamente -> trizzalòri; ma vi sono anche matasciùna aventi funzione di collegare,ad esempio, la vela "latina" all'antenna che la sostiene, o la vela "quadra" al pennone cui è -> inferita
Materia (plur. Materi) = è così chiamato lo spazio canaliforme vuoto intermedio tra due -> staminali (ordinate) di una barca dove, specialmente nelle parti più basse costituenti la -> sentina, si raccolgono le acque infiltrate da pompare all'esterno o da aggottare con la -> sàssula o sassuola
Mattànza = fase finale, cruentemente conclusiva, della cattura dei tonni in una tonnara
**************** La mattanza -- La mattanza nell'arte
Matticàna = barca da carico, e un tempo anche da pesca a strascico, armata di vela latina. Di norma era più grossa dello -> schifàzzo
Matticàta = mareggiata di notevole, ma non eccessiva, intensità
Màttitu = tempo di -> matticàta
Màzzara = sasso, più o meno grosso, usato come zavorra o, legato ad una cima, come àncora per reti calate o piccole imbarcazioni
Mezziurnàzzi = vento proveniente da mezzogiorno (sud).Leggero o intenso che possa essere, il suo nome appare come un dispregiativo, legato forse alla sua instabilità che lo porta di solito ad arretrare a scirocco o ad allargare a libeccio ed oltre.
'Mezzu l'ìsuli = è così chiamato lo specchio di mare compreso fra la costa trapanese e le isole Egadi, autentico vivaio di risorse ittiche e sito di tonnare..
'Mezzu 'i nàssi! = poichè le -> nasse (gabbie-trappola per pesci) vengono "calate" in zona ristretta, le loro -> orzi ( gavitelli galleggianti e cavi) creano in mare una ragnatela intralciante notevolmente la navigazione, cosicchè essere "'mezzu i nassi" significa, figuratamente, incappare in una situazione difficile e complicata
Mezzu-ritùnnu = nome collettivo dato ai -> ritùnni nella fase intermedia della loro crescita.
Miccia = terminale (maschio) dell'albero di una nave che va ad incastrarsi nell'incavo (femmina) della -> scassa o mastra, nel -> paramezzale di una imbarcazione. Vedi -> ammicciare
Migghiariato = nelle tonnare, premio in denaro, da aggiungere al salario come incentivo alla produzione, corrispondente ad una somma prestabilita per ogni pesce catturato. Al capobarca, di norma, vengono corrisposte due quote. Al rais quattro. Altri incentivi: 'a -->tunnìna e 'u -->tunnu a' ghiòttà
Mìgghiu = miglio marino, pari a 1852 metri
Milànu =organo del polpo, di colore marrone-scuro, dal sapore di mare assai intenso (Dal greco: mélan = nero)
Minsùddru = stretta fascia, a maglia unica, delle reti tremagli, bordata superiormente dal --> summu. Serviva ad evitare che i sugheri si impigliassero nelle grandi maglie della --> parìta [-> 'mpardàti]
Mìnnula = varietà (femminile) di piccoli pesci, che al tempo della riproduzione si riunisce con l'omologa varietà maschile(-> ciàula) in grandi ammassi (-> varu) per deporre e fecondare le uova.
Miòlu = rullo orizzontale, (ad asse) girevole parallelamente al bordo esterno della barca, usato un tempo particolarmente per agevolare lo sforzo dell'uomo che tirava "a mano" le reti in barca[corrisponde al mozzo di una ruota].
'Mparaggiàri = -> Apparaggiari e -> Sparaggiàri
'Mpardati o 'mparitati = reti a tre ordini di maglie (-> tramagli): uno interno a maglia piccola (spissa) e due esterni a maglia più larga (chiara) chiamati --> parìta. Talvolta erano pure muniti di una stretta fascia superiore a maglia unica detta --> minsùddru
'Mparu = favorevole (lett.: in pari)
ventu-'mparu = vento favorevole alla navigazione a vela
'u ventu apparàggia = il vento diventa 'mparu, cioè gira a favore
'u ventu sparàggia = il vento diventa sparu, cioè gira di prua, diventa sfavorevole
'Mpinna = lacerazione lineare, qualche volta anche di lunghezza notevole, della rete da pesca generalmente prodotta da una -> affirràta della rete in qualche -> urràta e uccàta
'Mpirìri '= infilare, inferire, mettere dentro na cima na'-'na pulèggia = infilare un cavo in una puleggia. Il contrario è -> spirìri (sfilare)
'Mpirìri 'na cima na'-'na pulèggia = infilare un cavo in una puleggia. Il contrario è -> spirìri (sfilare)
'Mpirùsa = ( 'a 'Mpirùsa) Lampedusa, l'isola di Lampedusa.
'Mpìsu = è la varietà meno pregiata di tonnetto, più piccola del -> palàmitu. Compare nei nostri mari in autunno. È assai ricco di sangue ed è perciò chiamato pure sangunàzzu (sanguinaccio). È chiamato pure strùmmalu, forse per il profilo del muso.
 
'Mpòsta = posto fisso di pesca d'attesa, in sito scelto in base all'andamento della costa (preferita un'insenatura), ai fondali, e alle correnti. e consacrato poi dall'esperienza. Interessante, in particolare, 'a 'mposta di -> palamitàra, mentre quella per eccellenza è quella della -> tonnara
 
'Mpunìri = attaccare, mediante uno speciale nodo, l'amo da pesca al -> vrazzòlu , che in questo modo viene -> 'mpunùtu (p.p.)
'Mpunùto = participio passato di -> 'mpuniri, detto di -> vrazzòlu
'Mpuppàta = 1.corsa di barca a vela con vento fresco in poppa; impoppata. - 2. l'andare il vento in poppa
Muciàra = grossa barca aperta, di solito a remi soltanto, in uso presso le tonnare, e le saline; è caratterizzata dalla simmetria strutturale delle due estremità, prodiera e poppiera; in tonnare, le muciare fanno parte del -> varcarìzzu, e fra esse:
'A muciàra d'u ràisi = la barca usata dal raisi a -> nàutu
'A muciàra e 'sùvari = la barca dei sugheri (usati un tempo per sostenere a galla le pesanti reti, ora sostituiti da galleggianti in sintetico o metallici)
'A muciara 'a 'ncèrra = la barca portante a bordo la -> 'ncèrra, cioè lo spezzone di rete usato, all'occorrenza, per sospingere avanti i tonni riluttanti a varcare la porta della -> camera della morte.
Muddràrisi = lasciare con rischio calcolato un porto, o un ancoraggio in genere, ridossato dal maltempo, dirigendo verso l'alto mare.
Mulèttu (pl. Muletti) = muggine, cefalo.pesci di bassifondali costieri, argentei, grassi. Presentano - dalle nostre parti - diverse varietà:
- "Aggi-giànni" (branche gialle), che prosoperano nelle acque portuali;
- "Buri" che preferiscono le acque libere costiere pulite e relative tane;
- "Labbiruti" così chiamati perché fanno affiorare il "labbro" superiore.
Munacèddri = specie di pesci scuri
Muntàri = rimontare al vento con la vela
Chissu, 'un-ci-munta a Gàddru! = Questo (picciotto) non riuscirà mai a rimontare Capo Gallo! - Detto icastico di chiara origine marinaresca usato criticamente o, a seconda dei casi, sconsolatamente nel giudicare qualcuno (un giovane) incapace di farsi avanti nella vita. Il detto deriva dal fatto che un tempo accadeva alle barche a vela trapanesi, nel rientrare da Palermo, di dover rimontare Capo Gallo bordeggiando contro i dominanti venti settentrionali prima di veleggiare agevolmente verso casa. Qualcuno evidentemente non ci riusciva
Muntunàra = detta anche patèddra (patella), è un saporito mollusco monovalva di forma conoide che vive attaccato con la forte ventosa agli scogli marini, nel bagnasciuga o anche sott'acqua; certa varietà "cuppùta" è litodomica, cioè riesce a scavarsi una nicchia nello scoglio.L'operazione di stacco-raccolta si chiama spatiddràri. Vedi pure -> N-gònguli: ->alavò e -> un-sucùni-'ònnu
Murra = mura (tirante, verso prua, di ciascuno dei due angoli bassi del -> trevo) che va messa in forza nelle andature di -> bolina stretta.
Musca = assieme di piume, peli, ecc. che imita un insetto, disposti su un amo come esca
Muscalòru = è così chiamata la parte prodiera, protuberante a guisa di bulbo, della carena del -> buzzu.
Musciumàu o Musciàme = soppressata di tonno o delfino -> Mussèddru
Muscuni = moscone o pattino, imbarcazione da diporto a remi, formata da due galleggianti uniti da uno o due sedili sopraelevati.
Mussèddru = striscia di carne salata di delfino (o di tonno), da affettare e ammorbidire condendola con olio. -> Musciumàu o Musciàme
Mussinu = estremità foranea della rete -> palamitàra
Mustàzzi = sono così chiamati le corde che uniscono la punta del -> bompresso con la prua della nave
Mustàzzu = -> urmiggiàri a-mustàzzu
Mustìa = varietà di pesce di color cioccolato simile per consistenza, gusto e quotazione al merluzzo.
Mùzzari = pesciolini, poco commestibili, che vivono nelle tiepide, bassissime, e spesso stagnanti, acque costiere ( particolarmente nei canali delle saline, nnê -> friddi, o' -> Canaleddru) e sono di colore argenteo, con striature scure.
Nassa (plur. i nassi) = gabbia di giunchi e tamerici intrecciati. Quella per intrappolare pesci ed aragoste aveva un fondo ad imbuto di non ritorno
Natàri = nuotare
Natàri a'-canùzza o a' canìna = nuotare alla maniera dei cani
Naturèddra = rinforzo-rialzo dell'-> orru (bordo superiore) della barca. Porta saldamente infisso lo -> scalmo (dispositivo che durante la voga serve come punto di appoggio del remo) e funge da poggiaremo
Nàutu = nella tonnara, è la zona di mare dove è calata l' -> ìsula (cioè il complesso delle -> camere)
'Ncagghiàri = incagliare, restare bloccato per la chiglia -> Ammurràri
'Ncagghiàtu = incagliato, bloccato per la chiglia -> Ammurràtu
'Ncapizzàri =
'Ncapizzàta =
'Ncastiddràri =
'Ncastiddràta =
'Ncattivàrisi = [-> Scattivàrisi]
'Ncattivàtu = [-> Scattivàtu]
'Ncèrra = lo spezzone di rete usato, all'occorrenza, per sospingere avanti i tonni riluttanti a varcare la porta della -> camera della morte. -> Muciàra
'Nchiùmi = sono le interiora del tonno mattanzato, che vengono estratte e passate al reparto salagione detto -> camparìa
'Nciràta o 'Nciratìna = -> Robba r'acqua
'nfàcci o' vèntu (mèttisi) = operare per stabilizzare il veliero , per farlo restare immobile
'Nfalangàri = portare la barca a risalire con la prua la riva (bassa) del mare, lasciandola praticamente in "secca" parziale, immobilizata nel suo letto più o meno sabbioso o fangoso
'Ngègnu = congegno, consistente in un grosso e pesante arnese di ferro detto "Cruci o Cuci" (croce) guarnito di fiuffi di rete, con cui si pescava - irretendolo , e purtroppo anche sminuzzandolo, il corallo.
N-gònguli = gustose piccole conchiglie marine di scogliera; sono due mini-varietà delle -> patèddri ( -> Muntunàra):
-> un-sucùni-'ònnu e -> alavò
Occhiàte = pesce argenteo-scuro, piaato e carnoso, con una fascia nera antecaudale
Occhiu 'i variùni = tratto di fondale marino sabbioso (-> vàriu) nel mezzo di un più vasto fondale di natura diversa (-> funnàli nìuru e -> triscitu)
Occhi 'i cubbìa = Aperture (anelli esterni) della cubia -> cubbìa
Occhiu rossu comu 'u tunnu [Avìri l'] = si sostiene che il tonno, a causa della configurazione anatomica dei suoi occhi, veda ingrandito ciò che gli sta davanti e che per questo motivo, mal valutando lo spessore della rete della tonnara, non prova a sfondarla. L'espressione, per estensione, indica l'incapacità sistematica di valutare le situazioni nelle quali ci si ritrova.
Ogghiammàri = (lett.: olio in mare) modo di indicare l'attinia, antozoo marino, chiamato comunemente anemone di mare. Vive fissato alle rocce o agli oggetti sommersi per mezzo di un disco adesivo ed è munito di tentacoli cavi e urticanti con i quali cattura le prede. A contatto con la pelle umana genera reazioni allergiche decisamente fastidiose. C'è chi lo considera commestibile e lo consuma cucinandolo in qualche modo.
(m)'Olu = volo, definisce una tecnica di pesca con la rete consistente nel profittare della -> "carùta 'u tempu" e dell'acqua -> trùbbula (torbida) sotto costa, in bassi fondali, per calare rapidamente in mare una rete a semicerchio aperto solo verso terra e quindi -> "maziàri" con pietre e bastoni, facendo spaventare i pesci inducendoli a cercare di scappare verso il largo e quindi verso la rete. Si dice: 1) -> fari un mòlu (fare una calata a volo) e 2) -> uliàri ( fare una serie di calate o diversi 'oli)
Òntratu = particolare attrezzo, composto di un piombo e numerosi ami "senza linguetta", armati a raggera, solitamente colorato di bianco per una maggiore appariscenza, adatto per la pesca - a strattoni - dei "calamari" che, traditi dalla loro aggressività di predatori, attaccano d'istintoqualunque cosa si muova vivacemente. Differisce dalla -> purpissa più adatta alla pesca dei "polpi".

'Opa (pl. 'Opi o 'Ope) (Boga), pesce di piccola taglia e di consumo popolare, gregario, di fame insaziabile,vive in grandi branchi.Ha corpo fusiforme con testa piccola e occhi grandi. Di colorazione sull' azzurro, i suoi fianchi hanno riflessi argentei strisce dorate. La bocca è stretta, i denti piccoli, aguzzi e taglienti. Può vivere fino a 15 anni: Al calare della notte si accosta ai bassi fondali ed è facilmente catturabile. -> Upicèddri-di-tramuntana

Mussu ri-òpa = Muso di òpa, cioè mussu-strittu (muso stretto) e quindi, figurativamente, ipocrita, di chi vuol far credere di non saperne niente
Opi-ruvèddri = varietà di pesci che stanno tra le -> 'ope e i -> lùvari
Ordinata = Ciascuna delle nervature trasversali poste sul fondo di una barca che collegano la chiglia ai -> bagli
Orràta = (oppure Urràta) serie consecutiva di -> orri (-> orru)
Orru =1. orlo, margine,bordo superiore della parete di uno scoglio sottomarino, a cui segue 'a caruta di l'òrru (altezza dello sprofondamento, cioè della parete) appunto perchè il fondale a quel punto cade a picco -> orràta o urràta
- 2. bordo superiore di appoggio della fiancata della barca, cioè il -> capodibanda
Òrza = è la -> lìppia (gavitello) che segnala in mare la sottostante presenza di-> rizzi, nasse o conzi (es.: òrza 'e rizzi)
Pacchèttu = nave di linea-postale, prima a vela e poi a vapore (dall'inglese "packet" )
Pacènza = robusta trave fissata, come ponte di sostegno, sopra la coperta per reggere la pesante boma della randa quando è in posizione di riposo o nelle andature lente
Pagghiòlu o Pagghiulàtu = pagliolo o pagliolato, l'insieme delle tavolette di legno costituenti il "pavimento", cioè il più basso livello, praticabile, di stazionamento o di normale movimento di una barca. Quando è costituito da una sola tavola si parla di " Tàula 'i pagghiòlu". In senso figurato "Èssiri a' pagghiòlu" = essere caduto in bassa fortuna, essersi ridotto sul lastrico
Palamitàra = robusta rete calata in insenatura sotto costa (-> mpòsta) come una piccola tonnara e per questo detta pure, se particolarmente robusta, -> tunnarèddra, per pescare -> palàmiti ed altri pesci di media taglia, di passa e di caccia (cioè d'altura e predatori) come: -> allittràti, ricciòli, serri, aluzzi, 'mpisi, tunnarèddri (piccoli tonni). La sua estremità foranea è chiamata mussinu.
Palàmitu = specie di piccolo tonnetto color blu scuro, rigato (come -> l'allittràtu e 'u 'mpìsu
Palamizzanu = paramezzale, asse portante della chiglia. Robusto trave interno che insieme con la -> chìgghia [ chiglia (esterna)] costituisce l'asse longitudinale dello scafo di una nave, o barca che sia; come colonna vertebrale cui sono saldamente collegate ad incastro le costole, cioè i madieri ( in dialetto -> 'i staminàli)
Palàngaru = Palamito -> conzu

Paléddra = ingegnoso "incastro", per unire saldamente di punta due assi di legno, usato particolarmente dai carpentieri navali per la chiglia.

Paliscalmo = -> Parascàrmu
Palischermo = -> Parascarmu
Panàtica = quella parte del compenso corrisposta in viveri agli equipaggi delle navi, ma di fatto pagata poi in denaro.[antesignano del buono pasto]
Panniàri = smuovere -> 'u pannu della rete, per meglio asciugarlo
Pannu = lo strato interno, sovrabbondante e a maglia più spissa cioè più piccola, delle reti -> 'mpardàti
Paramezzale = Nelle costruzioni navali in legno o in ferro, ciascuna delle travi longitudinali parallele alla chiglia
Parànco = Dispositivo di sollevamento che serve per spostare un carico, generalmente in direzione verticale
Parànza = Rete da pesca a strascico, con sacco e ali tenute aperte da divaricatori, trainata da una barca a vela da 20 - 50 t detta pure essa parànza.
Parascàrmu =palischermo o paliscalmo, cioè barca dai "molti scalmi", quindi dai "molti remi, è uno dei barconi (mt 16) del -> varcarìzzu della tonnara. Munito di poppa a specchio portante, adatto quindi al "trasporto" di ancore e reti; fornito sino a "otto paia di remi" espletava anche la funzione di "rimorchio" (ora espletata da motobarche). Di norma costituiscono altresì il supporto - due per parte - dei lati lunghi (N e S) del rettangolo della -> camera della morte
Parati = (sost. m.) sono così chiamati i robusti spezzoni di trave (spesso si tratta di traversine ferroviarie smontate) sui quali - opportunamente ingrassati - si fanno scivolare i -> vasi portanti gli scafi dei natanti tirati a secco negli scali d'alaggio; le loro dimensioni sono ovviamente proporzionate al dislocamento dei natanti stessi.
Paratùra = la parte terminale, essenziale, di una lenza da pesca, contenenti i -> vrazzòla con i relativi ami, e, quasi sempre, anche il piombo
Parìta = doppia parete, a maglie grandi (-> chiara), delle reti tramaglie --> mpardàti
Passarìnu = [da G. Di Marzo, op.cit .] In mare , la riduzione della superficie velica avviene per gradi, via via che il vento va rinforzando; nelle rande maestre, in particolare, il 3° grado (la "terza mano" di-->trizzalori) a differenza dei primi due, avveniva nei velieri usando, di norma, il passarinu (l'apposita sagola ritorta -->"a tunnèddra" che "passando" attraverso i predisposti occhi della vela, abbracciava a spirale il boma, schiacciandovi contro a salsicciotto la parte bassa della vela stessa; così riducendone la devastante forza di trazione.
Essere arrivati al passarinu significa, chiaramente, navigare in condizioni limite: quelle che fanno emergere la stoffa del vero marinaio.
Passu (pl. passa)= (come termine marinaresco): braccio (pl. braccia), unità di misura di lunghezza o di profondità corrispondente all'apertura media delle braccia umane
'U-passu = ciò che resta di uno stretto canale scavato nei bassifondi fangosi esistenti fra le ex --> fridde delle saline tra Lazzaretto e la Colombaia. Se ne potevano servire solo le piccole barche per passare dal porto al mare aperto ad ovest/nord-ovest senza attraversare l'imboccatura principale del porto stesso.
Patèddra ( f.s.) (pl. Patèddri) = Murice o Patella. Saporito mollusco marino dei Gasteropodi (Murex), dalla conchiglia allungata, conica a spirale, rugosa e fornita di punte. Se di taglia superiore ai 25 cm è detta -> Brogna. Sono meno eduli e venivano utilizzate in mare, per la loro risonanza, come "corna da nebbia". A seconda delle dimensioni e varità assumono nomi diversi -> Muntunàra, ->N-gònguli
Paterazzo = l'insieme dei cavi che trattengono l'albero di una nave verso poppa o lateralmente
Peri 'i-puddru = Tipo di nodo particolare usato in marina
Pèttini =
Picco = asta di sostegno del bordo superiore della randa inclinata verso l'alto sulla faccia poppiera di un albero del veliero. Serve a sostenere appunto la -> randa e, quando è sull'albero di poppa, a portare sull'estremità la -> sàgola per la bandiera nazionale o simile
Picu = -> picco
Pigghiàtu c'a bùmma = pescato, catturato con la -> bùmma (bomba) e quindi -> abbummàtu. Detto del pesce pescato intontito dallo scoppio di un ordigno esplosivo appositamente lanciato da pescatori di frodo
Pilaccùni = fiocco (vela prodiera), polaccone, grosso fiocco
Pinki = era un tipo di veliero simile alla "goletta", ma con l'albero poppiero più corto; il termine corrisponde all'inglese "pink"; (da notare che il barbaresco "pinco" aveva, invece, tre alberi e vele latine)
Pi ' Sant'Andrìa [30 novembre] ogni navi 'n pòrtu sìa. E cu 'n'cè si ci addisìa
Piscàzza = branco, ammasso di pesci di piccola taglia, non legato al periodo della riproduzione. -> Varu e -> Mània
Pisci-tunnu = ->Malu-pìsci o pisci-màlo = "pesce cattivo", squalo predatore
Purciddrùzzu = altro nome dato al -> trummittèri o lappanèddru
Purpìssa = attrezzo per catturare, a strattoni, i polpi, analogo --> all' òntratu (più adatto per catturare i calamari) dal quale differisce per avere gli ami "con la linguetta" (per trattenere meglio il polpo)
Puzzàli = è il grosso pozzo costituente la parte terminale delle reti da pesca "a strascico", nel quale vanno a finire tutti i pesci e quanto altro raccolto nel percorso rastrellato
Ràis o Ràisi =
Raisìa = arte del comandare su uomini e pesci, era sapienza, bravura, saggezza, esperienza ed anche azzardo [da Ninni Ravazza cfr L'ultimo ràis di Bonagia]]
Ramignìtu = 1. tipo di erba marina[ diversa dalla triscia (dai lunghi filamenti) e dal -> lippu (dalle foglie simili alla lattuga)] - 2. il fondale ricoperto da questo tipo di erba marina
Randa = vela trapezoidale allacciata all'albero poppiero. In alto è inserita al -> picco e in basso alla -> boma
Randeggiare = spingere la nave con le vele di randa
'u Ranni = Grande, nella tonnara, è chiamata la camera centrale, detta pure -> faràticu
Ràisi = rais, capo di tonnara: nel suo ambiente, uomo di grande prestigio e autorità, monarca assoluto e indiscusso. -> sutta-raisi
Aviri l'occhiu-'u-ràisi = avere l'occhio fine, esercitato, da esperto (come il ràis)
R' a mùru = dal bordo (del barile dei pesci salati). I pesci presi "r'a mùru" erano ritenuti meno pregiati di quelli presi -> ri 'n-mèzzu
Ràri 'ota 'on capu = dare volta (una rigirata, una stretta) ad un cavo, alla estremità di una cima, di una corda, assicurandola ad una bitta, ad un anello o ad altro appiglio
Rècu o rìcàli = greco o grecale
Acqua-recu = corrente da nord-est
Ventu-e-ricàli = vento di grecale
Rèntici = dentice
Riccio di mare = -> rizza
Ricciòla o Aricciòla = pesce predatòre, dalla bella sagoma idrodinamica, di colore argenteo-giallo dorato. Nei nostri mari può raggiungere taglie relativamente notevoli
Ridondare = -> Apparaggiàri
Rifiutare = -> Sparaggiàri
Ri 'n-mèzzu = della o dalla parte centrale, cioè della o dalla parte migliore. È il punto dal quale si desiderava fosse preso il pesce salato in barile ( sarda, acciuga o sgombro, ecc.) e no "r' a mùru" (cioè dai bordi del barile stesso), luogo del -> salatùme ritenuto meno pregiato.
Rintravìa = dal lato di dentro, internamente. Contrappostio a -> foravìa
Ritunnu = (Zerro) pesce di piccola taglia, di largo consumo popolare, di sezione rotondeggiante, colore grigio-piombo e lunghezza di circa 20-25 cm .Da piccoli vengono chiamati collettivamente -> macchèttu (e "un còcciu di macchèttu" è il singolo pesce). Nella fase intermedia di crescita viene collettivamente chiamato -> mezzu-ritunnu. Nella fase riproduttiva, tra agosto e ottobre, i ritunni si differenziano sessualmente in maschi, con il -> lattùme, detti -> asinèddri e femmine dette appunto -> fimminèddri cull'òva. Particolarmente apprezzati, perché carnosi e gustosi, i ritunni d'u Marètimu.
Rizza = 1.(femminile al singolare, maschile al plurale: rizzi)sono le reti da pesca in genere e in particolare, per antonomasia, i -> tramagli - 2. (femminile sia al singolare che al plurale) riccio di mare
Rizzàgghiu = attrezzo per la pesca costituito da una rete a forma di cono privo di base. Dall'apice fuoriesce una corda di najlon, lunga fino a 7 metri, che consente il lancio della rete.
Rizzi-mpardàti = un tipo di rete da pesca -> 'mpardàti
Robba r'acqua = -> 'Nciràta o 'Nciratìna
Rumanèddru = romanello, grosso spago, normalmente di diametro maggiore di quello della -> linzòtta, adatto ai più disparati usi di bordo
Russùra ( russura di chiànca) = è la varietà pregiata - particolarmente quella litodomica - di -> trimulìna
Sàgola =sottile cima necessaria per alzare la bandiera o altre insegne. Vedi -> picco
Salame di tonno = -> ficàzza
'a Salaprìsa = ricetta per salare, seccare e conservare il pesce più blanda di quella classica usata pi' pisci-salàti
Salatùme = generico per indicare ciò che veniva messo e conservato sotto sale. -> Còsi salati
Sangunàzzu = -> 'mpìsu
Sarpa o Salpa = pesce corposo, color argenteo a strisce dorate orizzontali, chiamato anche mangiaracìna perché ama pascolare (un tempo in folte -> carvàne) nell'erba d' i -> chiànchi. Quando è ancora "cucciolo" la sarpa è da noi chiamata -> ciuciàstra
Sartia = Cavo che sostiene trasversalmente l'albero della nave
Sàssula o Sassola o gottazza = grosso cucchiaio rettangolare usato per raccogliere e buttare fuori l'acqua entrata in una imbarcazione
Scalmo o scarmo = 1.Dispositivo che durante la voga serve come punto di appoggio del remo. E' il cavicchio, di legno o metallo, mobile o fisso, montato sulla -> natureddra, al quale mediante lo -> stroppo ( anello) sono collegati i remi armati alla voga - 2. parte alta delle -> ordinate di una barca, cioè i prolungamenti degli -> staminali ai quali gli scalmi sono collegati per -> acquintatura, cioè per parziale affiancamento. Talvolta come ulteriore prolungamento esistono anche gli -> scarmotti.
Scapèci = polpa di tonno conservata in scatola, sott'olio, previa cottura [a vapore]; detta -> vintrisca (ventresca) se riguarda le parti ventrali, più grasse e quindi più gustose
Scàrmo -> scalmo
Scarmotto = ulteriore prolungamento dello scarmo presente in alcune barche
Scassa = incavo femmina, detta anche -> mastra
Sciabicùni = rete a strascico con -> puzzàli (sacca) e due lunghi bracci a U, tirata a mano, per una pesca costiera che si concluda sul litorale basso come quello di una spiaggia. Ci sono due versioni: 'u sciabicùni-longhu e 'u sciabicunèddru (più piccolo) e a maglie molto fitte.
Scògghiu r'u Malucunsìgghiu =
Scotta = ciascuno dei cavi fissati agli angoli inferiori delle vele, per la manovra delle stesse
Scritti o Schitti = tipo di reti da pesca, -> lacciàra
Scurciatu = tipo di fondale marino pianeggiante, roccioso, ricco di alghe specie --> trìscia, adatto a pesci da lenza a mano come viole, lappani ecc
Sentina = la parte più bassa all'interno di uno scafo, dove si raccolgono le acque penetrate o quanto caduto accidentalmente
Seppia = [-> maccarruna]
Serra = pesce predatore, dai denti aguzzi "a sega" e dalla caratteristica mandibola inferiore sporgente. Ha l'aspetto, la taglia media, e anche la gustosità, della -> spina, ma è meno soda nelle carni e meno quotata.Compare nei nostri mari nel periodo agosto-settembre, e usa predare sin entro il porto; viene catturata al traino e con le reti.
Sparaggiàri = (intrans.) nella navigazione a vela lo si dice del vento, rifiutare, cioè il girare del vento in senso meno favorevole. Il contrario è -> Apparaggiàre
Spatiddràri = è così detta l'attività di stacco-raccolta delle patèddre (patelle) dagli scogli sui quali sono attaccati -> Muntunàra
'Ss'òmu spatiddràtu! = si dice ironicamente di un ragazzo che si atteggi a "uomo vissuto"
Spàu = spago
Spècchiu = specchio. Attrezzo semplice, costituito di un cilindro metallico con un fondo (uno solo) di vetro "prima luce", che consente di guardare sott'acqua dalla barca; è ancor oggi usato, particolarmente dai pescatori di polpi.
Spigola o Branzino = -> Spina
Spìna = 1. lisca, spina dorsale del pesce o ciascuno degli elementi che la compongono - 2. pesce bianco argenteo, di ottima qualità. Corrisponde alla spigola, detta anche branzino
Spiràgghiu = apertura munita di vetri , regolabile, sul tetto della cabina, per assicurare l'aria e la luce
Spirìri = sfilare. È il contrario di -> 'mpirìri
Spirùtu = sfilato, tirato fuori
Staccia = elemento di legno che fa da congiunzione tra il capo della corda della rete a strascico e la rete stessa.
Staminàla (plurale: staminàli) = nell'ossatura in legno di una barca sono le ->ordinate direttamente collegate ad incastro con l'asse portante della chiglia detto -> palamizzànu. A Trapani col termine dialettale di staminàla si comprende indistintamente sia il tratto in basso dell'ordinata (madiere) che il tratto medio alla curva del ginocchio (staminale): Ricordiamo infine che la parte alta dell'ordinata è detta -> scarmo
Stiratu: sul lato sinistro dei -> vascèddri, è lo stretto corridoio dove si sistemano i tonnaroti armati di uncini per arpionare i tonni.
Stroppo = Anello, generalmente in fibra vegetale, che serve per tenere il remo attaccato allo -> scalmo
Strùmmalu = -> 'mpìsu
Summu = bordo superiore della rete da pesca costituito da una --> calòma (cavetto, sagola) tenuta verso l'alto a fior d'acqua da una serie di piccoli galleggianti. Con il bordo inferiore della rete, detto chiùmmu, dotato di ->baiàne, il summu costituisce --> l' armatu
Surra = parte ventrale del tonno, particolarmente grassa e gustosa, conservata in salamoia .Quando invece è conservata cotta sott'olio viene chiamata -> vintrìsca (ventresca)
Sutta-ràisi = vice del raisi, vice rais
Suvarèddri = 1. piccoli pezzi di sughero - 2. ciambelline di sughero (oggi sostituito dal sintetico espanso) con le quali viene "armato" il bordo superiore (-> summu) della rete da pesca. - 3. era anche l'epiteto attribuito (chissà perché) dai ragazzini ai severi (allora9 vigili urbani: se gridato, era l'allarme convenuto per segnalare il loro minaccioso avvicinarsi.
Sùvaru = sughero
Tàgghiu r'-òrru = punto, limite di strapiombo di una roccia sottomarina
Tàgghiu ri-ventu = il punto in cui una zona di mare in bonaccia ne incontra un'altra increspata dal vento
Tàgghiu ri-vàriu = linea di confine di un fondale sabbioso
Tammùcchiu = tuga, tettuccio, struttura leggera a cupola che in coperta ripara un boccaporto cioè una accesso verso l'interno
(a) tappa-bianca = quella zona del costone sud di Monte San Giuliano, Argenteria, dove veniva tratta la pietra calcarea bianca a strati detta " 'a sulittùna" e che si lasciva scorgere da lontano dai pescatori che se ne servivano come punto di riferimento costiero
Tarantèddru = una parte della carne di tonno appena meno grassa sdella -> surra
Taròzzu = ciascuna delle aste di ferro o legno forte che mantengono a uguale e regolare distanza le -> sartìe e i -> pateràzzi . Integrano le -> griselle formando i gradini per salita -> "a riva" dei -> "gabbieri"
Tartarùni = rete tirata a braccia per la pesca volante di pesci di piccola dimensione effettuata a luce crepuscolare. Da esso, con altre dimensioni, 'u tartarunèddrru e 'u tartarunàzzu
Tàula 'i pagghiòlu = -> Paggiòlu
Terravìa = dal lato della terra ( relativamente a qualcosa ubicata in un sito più foraneo) [come una tonnara]. Si contrappone a -> foravìa
Terzarolàre o Prendere terzaròli = Ripiegare uno o più -> terzaròli, riducendo così la superficie delle vele esposta al vento, per diminuire l'andatura del veliero.
Terzaròlo = parte di vela che può essere ripiegata su se stessa per ridurre la superficie esposta al vento. Tale operazione è detta -> terzarolàre o prendere terzaròli
Tistùni = varietà- meno pregiata - di -> trimulìna
Tramaglio (detta pure Tremaglio) = Rete verticale da pesca, formata da tre teli addossati l'uno all'altro -> 'mpardàta
Trantùgghiu = turbolenza più o meno vistosa della superficie marina dovuta o a flussi di correnti contrastanti oppure da branchi di pesci affioranti con movimenti guizzanti, come nel caso dei tonni intrappolati nella camera della morte, o lenti come nel caso dei --> labbiruti
Tratta = tipo di rete usata per la pesca delle sarde
Tremaglio = -> tramaglio o 'mpardata
Trevo = grande vela quadrata, la più bassa degli alberi di -> trinchetto e di -> maestra
Trimulina = verme di mare, di habitat prevalentemente in -> bagnasciuga fango-sabbiosi, usato come esca. Sue varietà sono:1. -> 'a russura, la più pregiata perché più soda, più vitale, quindi di maggior rendimento, specie quella di -> chiànca, cioè di scoglio; 2. -> u' tistùni, di scarsa consistenza, quindi di minor rendimento. Il luogo di gran lunga più prolifico pi' cògghiri 'a trimulìna era un tempo -> o' Canalèddru, cioè nell'estrema zona di levante del porto, sbocco fangoso degli antichi torrenti, dei canali di scolo e delle maggiori fogne urbane. Il sito è oggi occupato, principalmente, dal complesso dei bacini di carenaggio e relative pertinenze e dal molo Isolella e adiacenze.
Trinchetto =nelle navi a vele quadre è il primo albero a partire dalla prora. Trevo o vela di trinchetto è quella quadra più bassa dell'albero di trinchetto
Trìscia = alga marina dal lungo filamento (posidonia) molto diffusa nei nostri mari.
Triscìtu = fondale marino ricco (infestato) di alga -> trìscia.Vedi pure -> vàriu e -> occhiu 'i variùni
Trizzalòri = -> matasciùna o matafione
Trummittèri = detto pure lappanèddru, è il -> lappano quando è piccolo. Ciò perché il suo museppo carnoso, in contrasto con la trascurabile massa del corpo, appare rigonfio come, per dformazione professionale, il muso del suonatore di tromba. Viene chiamato anche -> purciddrùzzu
Tunnàra =tonnara: autentica trappola di antica invenzione, parata in mare nei siti costieri frequentati dai tonni di passaggio nel periodo della riproduzione (dalla metà di maggio, alla metà di giugno)
Tunnarèddra = -> palamitara
Tunnaròtu (plur.: tunnaròta) = tutti quelli che venivano impegnati in una tonnara, distinti in -> chiùmma-mari e in -> chiùmma-terra, a seconda dell'impiego cui erano destinati
Tunnèddra = cavetto a più legnoli intrecciati a mano necessari a "un pigghiàri 'oti", cioè a non predere volte, a non tendere ad attorcigliarsi spontaneamente
Tunni di-càfara = tonni nel periodo di più intenso calore sessuale (fine maggio / primi giugno), particolarmente pregiati per le carni più gustose
Tunnìna =1. polpa del tonno che viene conservata in salamoia insieme con la -> busunàgghia. Polpa detta -> scapèci se conservata [previa cottura a vapore] sott'olio in scatola. Vedi -> camparìa - 2." 'a tunnìna" è antonomasticamente chiamata una quantità di circa un paio di chilogrammi di tonno regalati come incentivo a ciascun componente della --> chiùmma-mari dopo la prima --> mattanza (-> Migghiaràto e _-> Tunnu a' ghiòtta).
Tunnu a' ghiòtta = è un premio di produzione spettante, per antica tradizione, ai componenti della -> chiùmma-mari, ai quali, una volta,si distribuiva un tonno, il più grosso della pescata. Ora è diventata abitudine dividere, in parti eguali, tra tutta la chiùmma-mari, rais compreso, una somma corrispondente al valore di un tonno di medie dimensioni (circa tre milioni di lire, poco più di 1500 €). Altri incentivi: 'a -> tunnìna e 'u -> migghiaràto.
'Ùcca-'aranciu = passacavo a C coricata ( a bocca di granchio)
Uccàta = lett. . boccata. È così chiamato il buco, più o meno grosso e rotondeggiante, causato nella rete da un pesce predatore che afferra con la sua bocca il pesce -> ammagghiàtu e insieme la rete, lacerandola. Quando la lacerazione è lineare, e qualche volta anche di lunghezza notevole, è chiamata -> 'mpìnna, ma è generalmente prodotta da una -> affirràta della rete in qualche -> urràta
Ugghiòttu =Agugliotto = Il maschio dei cardini con i quali il timone di una imbarcazione è collegato alla poppa. È una barra d'acciaio fissata verticalmente alla ruota di poppa e funziona da appoggio e da asse di rotazione del timone
Uliàri ( fare una serie di calate o diversi 'oli) -> 'oli e -> fari un-mòlu
Un-sucùni-'ònnu = (lett.: richiedono una sola succhiata, basta una succhiata) tipo di ->'Ngònguli di formato piccolo e allungato viventi nello stesso habitat della specie ->alavò. Il nome deriva dallo slogan col quale, una volta cotte e pronte, venivano pubblicizzate al grido, cioè abbanniàte (-> abbanniàre)
Upicèddri-di-tramuntana = pesci di popolare consumo pescati nei -> trisciti a nord di Trapani; erano assai apprezzati perché particolarmente saporiti. -> òpa
Urmiggiàri a-mustàzzu =Ormeggiare a baffi,cioè assicurare la barca alla banchina "di punta", mediante due cime divergenti a V.
Urràta = (o anche Orràta) serie consecutiva dei bordi di sprofondamento del fondo marino (" 'a carùta di l'òrru" è la parete a picco dello sprofondamento, cioè l'altezza di questa parete -> orri (òrru)
Vaèddraru/i = varietà di gabbiani dallo stridio particolarmente sonoro, -> Martinàzzu
Vàncu = è, in una barca, una latta, cioè un -> baglio, di costruzione particolarmente robusta, quale punto strutturale di forza -> latta
Varari = mettere in acqua uno scafo. Metterlo a secco si dice -> Alari. -> Vasu. -> Parati
Varca-fanàli o Varca-vàrdia = barca ausiliaria del -> varcarìzzu. Specie di battello-boa, con fanale e con i prescritti palloni, ancorata in sito foraneo obbligato (ad una determinata distanza dal centro dell' -> isula) per segnalare notte e giorno la presenza della tonnara alle navi di passaggio. Funzione di segnalazione talvolta affidata - a criterio del ràisi - "anche" ad una, due o tre "palme" con immagine sacra protettrice, legate al -> summu, svettanti: una, davanti la bocca del -> faraticu (questa non manca mai), e le eventuali altre, alle due estremità, di levante e di ponente, dell' -> isula.
Varca-spècchiu = barca ausiliaria del -> varcarìzzu. Fornita di -> spècchiu per ispezionare le reti sott'acqua (funzione oggi espletata da un operatore subacqueo)
Varca d'a malafòra = barca costruita per battere gli oceani
Varcarìzzu = flottiglia di barconi di tonnara, di robusta costruzione lignea con rivestimento di pece [solo da poco sostituita da rivestimento in ferro]. Vi fanno parte in particolare: -->> i vascèddri, le muciàri, i parascalmi e le barche ausiliarie tra le quali: ->> 'a vàrca-spècchiu, 'u varvarìcchiu e 'a varca-vàrdia o vàrca-fanàli.
Vàriu = fondale marino uniformemente sabbioso. -> Occh'i variùna
Varvarìcchiu = barca ausiliaria di tonnara. -> Varcarìzzu
Vascèddri = vascelli, sono i barconi più grossi del -> varcarìzzu di tonnara; presentano, nel lato sinistro, 'u -> stiratu: stretto corridoio dove si sistemano i tonnaroti armati di uncini per arpionare i tonni.Sforniti di mezzi di propulsione, devono essere spostati a rimorchio. Un tempo dai -> parascàrmi, oggi dalle motobarche. Concorrono alla -> 'ncastiddràta con: 'u vascèddru di livànti (di mt 24) che chiude il lato di levante, tenendo la prora volta a nord; 'u vascèddru di punènti (di mt 20) - detto anche capuràisi - che chiude il lato ovest, con la prora volta a sud (verso terra)
Varu = assemblamento - più o meno grosso - di pesci di piccolo taglio (-> ciàuli, mìnnuli, cicirèddru) nel periodo della riproduzione. -> piscàzza e -> mània
Vasu (pl. Vasi) = due, di adeguata robustezza,usati in coppia, sono gli arnesi che costituiscono la "slitta" sulla quale si adagia lo scafo del natante che negli scali dei cantieri navali deve essere "alato", cioè tirato a secco, o "varato", cioè messo in acqua, scivolando sui -> parati
Vavùsa = bavosa; piccolo pesce,particolarmente viscido, simile alla -> iurìa
Vintrìsca = la parte ventrale del tonno, grassa, gustosa e pregiata, conservata cotta sott'olio, [previa cottura a vapore]. Viene chiamata-> surra se conservata sotto salamoia. Vedi anche -> scapèci, -> busunagghia
Vrazzòlu = bracciolo - 1. è la singola corta diramazione della---> lenza da pesca (specialmente nel -> conzu), portante in cima l'amo-> 'mpunùtu - 2. ciuffo di reti legato dai corallari alla -> cruci - 3. pezzo angolare di legno usato come struttura di rinforzo nelle costruzioni navali
Zaccunàta = strappo energico e rapido dato dal pescatore alla lenza a mano appena avvertita la "toccata" del pesce, allo scopo di ferrarlo
Zerro = -> ritunnu
A-L
M - Z
in costruzione