Attualità

Canti tradizionali e ritmi di lavoro tra salinari, tonnaroti e marinai siciliani

Canti tradizionali e ritmi di lavoro tra salinari, tonnaroti e marinai siciliani
Canti tradizionali e ritmi di lavoro tra salinari, tonnaroti e marinai siciliani

Trapani, 13 gennaio 2026 – La tradizione musicale popolare dei marinai e dei lavoratori del mare siciliani continua a suscitare interesse per il suo valore culturale e storico. I canti marinari, tramandati di generazione in generazione, rappresentano un patrimonio immateriale ricco di significati e di emozioni, che raccontano la vita, il lavoro e le speranze delle comunità costiere. Negli ultimi anni, ricerche e raccolte sul campo hanno permesso di conservare e valorizzare questi brani, spesso eseguiti in dialetto siciliano, che sono tuttora fonte di ispirazione e di identità.

Il ritmo dei salinari e il lavoro tradizionale nelle saline

Tra i canti più emblematici vi è il ritmo dei salinari, un canto di lavoro che accompagna la pesatura e il conteggio delle “carteddra ri sali” (carretti di sale) durante le attività nelle saline. Il testo, tratto dalle raccolte di Antonio Favara, è scandito da esclamazioni e numeri che scandiscono il ritmo del lavoro:
“O-hé! Cala i sali arrera! Ora tocca a lu re cu primavera. O-hé! Sali unu e dui! O-hé! Sali trini! E chiddra mia e quattru avìa!”

Questo canto non è solo una forma di intrattenimento ma anche un mezzo per sincronizzare le azioni dei lavoratori, trasformando la fatica in un momento di condivisione e comunità. Recenti studi etnomusicologici hanno evidenziato come queste melodie conservino elementi antichi di musica popolare mediterranea, arricchendo il repertorio musicale regionale.

Il valore dei canti dei tonnaroti: fede e resistenza

Un altro canto di grande rilievo è il ritmo dei tonnaroti, legato al momento cruciale del sollevamento delle reti nella cosiddetta “camera della morte”, la parte finale della tonnara dove il tonno viene raccolto. Il testo, attribuito a Salvatore Girgenti, è intriso di invocazioni religiose e di richieste di protezione divina:
“Stu Diu m’avi aiutàri, (Aia a mola, aia a mola) E mannàrimi in salvamèntu… Scànsani, Cristu, di cursàri e di chìddi turchi cani, Chi nun cridinu la fedi e la fedi cristiana…”

La forte componente spirituale riflette la pericolosità e la fatica del mestiere, sottolineando la necessità di affidarsi al “Corpu Santu gluriàtu” e al “gran Santu Salvaturi” per affrontare le insidie del mare e dei nemici, antiche minacce rappresentate nel canto come “turchi cani”. Questo aspetto religioso e protettivo è stato oggetto di approfondimenti che ne hanno confermato il ruolo di elemento identitario per i tonnaroti.

L’esortazione del cialòma di li tunnàri, un canto corale, esprime la forza collettiva e la determinazione nel tirare le reti:
Solo: “Emunìnni cu’ Maria”
Coro: “E amòla e amòla!”
Il dialogo tra solista e coro scandisce il ritmo del lavoro, valorizzando il senso di squadra e il legame con la fede.

Il brindisi dei marinai di Trapani e l’uso rituale della “làmpa”

Nel repertorio tradizionale non manca il brindisi di marinai, tipico di Trapani, che si caratterizza per il ritmo incalzante e le ripetizioni:
Solo: “‘Sciucàmuni ‘sta làmpa!”
Coro: “Lampabbò! Lampa!”

La “làmpa”, probabilmente una lampada usata a bordo, diventa simbolo di speranza e di resistenza. Il canto è un momento di convivialità e di celebrazione, ma anche un modo per rinsaldare i legami tra i membri dell’equipaggio, specialmente in situazioni di ristrettezze o difficoltà. Attualmente, alcune associazioni culturali locali stanno promuovendo eventi e rassegne dedicate a questi canti, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria storica e sociale del mondo marinaro.

Il canto funebre delle donne di Erice: il rèpitu

Un’altra forma espressiva di grande intensità emotiva è il rèpitu, il canto funebre delle donne di Erice, che esprime il dolore per la perdita di un figlio o di un caro. Il testo esprime la disperazione e il senso di abbandono:
“Fìgghiu, ciàtu meu! Comu mi lassàsti, ciàtu meu! Comu hàiu a fari, ciatu meu! Ciàtu meu! Ciàtu meu, o ciàtu meu!”

Questo canto testimonia la forte componente affettiva e rituale della cultura popolare siciliana, dove il pianto e la lamentazione rappresentano un momento collettivo di elaborazione del lutto. Studi antropologici hanno analizzato come il rèpitu sia ancora praticato in alcune comunità, mantenendo viva la tradizione del canto lamentoso.

Il canto dei timonieri e il legame con il territorio

Il cantu a timùni è un canto tipico dei timonieri delle barche a vela, che richiama i luoghi di pesca e le peculiarità del territorio siciliano:
“Palèrmu, tutta còcchiura e cavàddri, A Murriàli li iardìna bèddri, Calatafìmi, gròssi cascavàddri…”

La presenza di città e località come Sciacca, Mazara, Marsala e Trapani evidenzia il forte legame tra il canto e i luoghi di provenienza, con riferimenti anche alle qualità del pesce pescato e alle stagioni di maggior attività. Questa canzone ha più versioni, che variano leggermente nei dettagli ma mantengono intatto il valore identitario e paesaggistico.

Le donne dei marinai e il loro canto: la fimminìsca

Nel mondo marinaro siciliano rivestono un ruolo importante anche le donne, che attraverso il modo delle donne dei marinai di Trapani esprimono sentimenti di attesa, preghiera e speranza:
“E Signiurùzzu miu facìti bon tèmpu! Haiu l’amànti miu ‘m-mèzzu lu mari…”

Questi canti testimoniano il legame affettivo e spirituale tra le donne e i loro mariti o figli impegnati in mare, nonché la funzione consolatoria della preghiera e della devozione alla Madonna. La tradizione vuole che queste canzoni venissero cantate soprattutto durante i momenti di attesa o di pericolo.

La canzùna ri minzògni: la musica popolare come racconto di vita

Infine, la canzùna ri minzògni è un esempio di canto popolare che racconta in modo ironico e vivace episodi di vita quotidiana, spesso legati a piccoli furti o malintesi:
“Iò sàcciu ‘na canzùna ri minzògni e ri minzògni vi la fazzu finìri…”

Questi brani, meno solenni ma ugualmente significativi, arricchiscono il patrimonio musicale della Sicilia con la loro spontaneità e autenticità, offrendo uno spaccato della società rurale e marinara.

Negli ultimi anni, grazie anche alla digitalizzazione e alle iniziative di valorizzazione del folklore siciliano, questi canti stanno vivendo una nuova stagione di attenzione, con festival, registrazioni e spettacoli che ne promuovono la conoscenza a livello nazionale e internazionale. La loro conservazione è fondamentale per mantenere viva la memoria storica e la cultura delle comunità di mare siciliane.

Change privacy settings
×