Introduzione
Nel mondo della navigazione, il termine “skipper” è spesso utilizzato per indicare la figura responsabile del comando di una nave o di un’imbarcazione. Ma cosa significa esattamente essere skipper? Quali sono le sue funzioni e responsabilità? Approfondiamo il ruolo dello skipper, noto anche come padrone marittimo, nella gestione e conduzione di una nave.
Skipper nave: cos’è e qual è il suo ruolo
Lo skipper, o padrone marittimo, è la persona che detiene il comando di un’imbarcazione, indipendentemente dal fatto che ne sia l’armatore. In termini semplici, equivale a un comandante. Quando la nave è in navigazione, lo skipper ha il comando assoluto sull’equipaggio e risponde sia civilmente che penalmente del comportamento della stessa e della sicurezza a bordo.
Nel contesto della Marina Mercantile Italiana, il ruolo di padrone marittimo è regolato da normative precise. Esistono infatti diverse categorie di titoli professionali, tra cui il padrone marittimo di 1ª e 2ª classe sia per il traffico commerciale che per la pesca. Tali titoli sono stati in parte sostituiti con il nuovo titolo di Comandante di 2ª classe, a seguito di regolamenti ministeriali introdotti nel 2000 e aggiornati successivamente.
Requisiti e formazione per diventare skipper
Per conseguire il titolo di padrone marittimo, è necessario soddisfare diversi requisiti che variano a seconda della categoria. Ad esempio, per il padrone marittimo di 1ª classe al traffico è richiesto:
- Iscrizione nella prima categoria della gente di mare.
- Nessuna condanna penale per reati specifici.
- Età minima di 21 anni.
- Possesso di un diploma di istituto professionale per attività marinare o un corso di specializzazione riconosciuto.
- Aver effettuato almeno quattro anni di navigazione in servizio di coperta.
- Superamento di un esame ministeriale specifico.
Inoltre, è obbligatorio frequentare e superare corsi di formazione riconosciuti a livello internazionale, come quelli previsti dalla convenzione IMO-STCW. Questi includono:
- Corsi di sopravvivenza e salvataggio.
- Antincendio di base e avanzato.
- Utilizzo del radar e di sistemi ARPA (Automatic Radar Plotting Aid).
- Primo soccorso sanitario elementare.
Questa formazione è fondamentale per garantire che lo skipper sia preparato a gestire situazioni di emergenza e a condurre la navigazione in sicurezza.
Mansioni e responsabilità dello skipper
Lo skipper ha un ruolo centrale e molteplici responsabilità a bordo. Tra le sue mansioni principali vi sono:
- Comando della nave e gestione dell’equipaggio: ha autorità totale durante la navigazione e deve assicurare il corretto funzionamento dell’equipaggio e della nave stessa.
- Sicurezza della navigazione: è responsabile della sicurezza della nave, dei passeggeri, del carico e dell’equipaggio, e deve garantire il rispetto delle normative nazionali e internazionali.
- Gestione delle emergenze: deve essere in grado di affrontare e coordinare operazioni di salvataggio, antincendio e altre emergenze.
- Manutenzione e controllo dell’imbarcazione: supervisiona le condizioni tecniche della nave, assicurandosi che tutti i sistemi siano operativi e conformi alle norme di sicurezza.
- Navigazione e pianificazione delle rotte: si occupa della pianificazione della rotta e del monitoraggio della navigazione con l’ausilio di strumenti tecnologici avanzati.
Il ruolo dello skipper non si limita dunque alla semplice conduzione della nave, ma comprende anche una complessa serie di attività che richiedono competenze tecniche, organizzative e di leadership.
Skipper e normativa italiana: evoluzione e titoli
In Italia, la figura dello skipper è strettamente regolamentata dal Regolamento per l’esecuzione del Codice della Navigazione. In passato, i titoli di padrone marittimo di 1ª e 2ª classe al traffico sono stati sostituiti dal titolo di Comandante di 2ª classe, a condizione che il candidato abbia maturato almeno dodici mesi di navigazione come primo ufficiale di coperta e superato i corsi IMO-STCW.
Il Decreto Ministeriale del 5 ottobre 2000 ha stabilito i criteri per la conversione del titolo di padrone marittimo in comandante, precisando le qualifiche necessarie per assumere il comando di navi con stazza lorda tra 500 e 3000 tonnellate senza limitazioni di destinazione. Inoltre, il decreto ha introdotto anche i titoli di comandante di 3ª e 4ª classe, ampliando così la classificazione delle figure professionali marittime.
Per quanto riguarda la pesca, esistono specifiche categorie di padrone marittimo di 1ª e 2ª classe dedicate a chi comanda navi adibite a questa attività, con requisiti di navigazione e specializzazioni differenti rispetto al traffico commerciale.
In sintesi, lo skipper o padrone marittimo è una figura di grande responsabilità e competenza, essenziale per la sicurezza e l’efficienza della navigazione marittima. La sua preparazione tecnica, la formazione continua e il rispetto delle normative sono elementi imprescindibili per svolgere al meglio questo ruolo cruciale nel mondo nautico.








