Il Ponte alla Luna offre emozioni uniche tra natura e storia, celebrando l’ingegno. Da qui la vista è meravigliosa
Una delle mete turistiche più affascinanti del Sud Italia grazie a un’attrazione che ha conquistato i viaggiatori di tutto il Paese: il Ponte alla Luna. Questo ponte tibetano, inaugurato nel 2017, rappresenta un’esperienza unica che combina natura, adrenalina e storia, con un omaggio speciale a una delle figure più illustri nate proprio da queste terre: l’ingegnere e pioniere della corsa allo spazio Rocco Petrone.
La struttura collega due versanti rocciosi e regala ai visitatori un’esperienza emozionante, fatta di vento, vuoto sotto i piedi e una prospettiva che sembra abbracciare l’infinito. Per accedervi è necessario indossare casco e imbracatura, garantendo così la massima sicurezza, mentre la vera sfida è superare la vertigine e lasciarsi trasportare dall’adrenalina.
Il Ponte alla Luna, esperienza
Nel cuore della Basilicata, il piccolo borgo di Sasso di Castalda, con i suoi 718 abitanti, ha il Ponte alla Luna come sua attrazione principale. Si estende per 300 metri ed è sospeso a circa 120 metri di altezza sopra la valle del torrente Fosso Arenazzo, offrendo un panorama mozzafiato sulle montagne circostanti e sulla quiete della vallata sottostante.
Accanto al Ponte alla Luna, esiste anche il Ponte Petracca, un ponte più corto (95 metri) e meno impegnativo, sospeso a 30 metri dal suolo, che rappresenta un’ottima alternativa per chi vuole iniziare con un’esperienza meno estrema ma altrettanto suggestiva. Entrambi i ponti sono parte di un percorso che dura circa un’ora e che permette di ammirare la Basilicata da una prospettiva del tutto nuova, respirando l’aria pura della montagna.
L’intitolazione del Ponte alla Luna a Rocco Anthony Petrone non è casuale. Nato nel 1926 ad Amsterdam, nello Stato di New York, da genitori emigrati proprio da Sasso di Castalda, Petrone è stato una figura chiave nella storia dell’esplorazione spaziale americana. La sua carriera alla NASA fu decisiva: da direttore delle operazioni di lancio al Kennedy Space Center nel periodo cruciale del programma Apollo, fu l’uomo che diede il segnale di “go” al lancio della missione Apollo 11, che portò per la prima volta l’uomo sulla Luna nel luglio del 1969.

Il borgo di Sasso di Castalda – (trapanisiannu.it)
Petrone, noto per la sua severità e rigore sul lavoro, guadagnò il soprannome di “la tigre di Cape Kennedy” per la sua insistenza nel garantire la perfezione in ogni dettaglio. Dopo gli anni d’oro del programma Apollo, fu anche direttore del Marshall Space Flight Center e contribuì allo sviluppo delle navette spaziali, fino a diventare un punto di riferimento nel settore aerospaziale. Morì nel 2006 in California, ma il suo legame con la Basilicata e con il piccolo borgo di origine è rimasto vivo.
Oltre ai ponti tibetani, Sasso di Castalda si presenta come un autentico gioiello di architettura medievale, incastonato tra le montagne lucane a quasi 950 metri di altitudine. Il borgo è noto per i suoi vicoli stretti, le case in pietra, gli archi medievali e i panorami che dominano la valle sottostante. Tra i luoghi di interesse spiccano i ruderi del castello medievale, la Chiesa dell’Immacolata che custodisce un antico busto di Sant’Emidio, protettore dai terremoti, e la Chiesa di San Rocco, patrono del paese.
Il territorio è immerso nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e offre numerose opportunità per gli amanti del trekking e della natura. I sentieri conducono al Monte Arioso, da cui nelle giornate limpide è possibile scorgere persino le cime della Campania e della Calabria. I percorsi si snodano tra boschi di faggi, torrenti cristallini e belvedere naturali che si trasformano con le stagioni: un tripudio di colori in primavera e un mosaico dorato in autunno.








