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Il Paese senza leggi, a due passi dall’Italia c’è la terra di nessuno: qui puoi fare tutto quello che vuoi

Terra di nessuno
Una terra di nessuno vicino all'Italia - (trapanisiannu.it)

Un raro esempio di territorio senza sovranità, nato da dispute storiche e privo di risorse o insediamenti

Questa terra “di nessuno” è il risultato di un complesso intreccio storico-politico e geografico che ha lasciato questa porzione di mondo a essere un territorio dimenticato, privo di sovranità e di insediamenti umani permanenti. L’unico esempio moderno di “terra di nessuno” effettiva, un territorio non reclamato da alcuno Stato sovrano. Questa condizione è unica a livello globale, in un mondo in cui quasi ogni centimetro quadrato è sotto la giurisdizione di un Paese.

Il suo status ha anche attirato l’attenzione di curiosi e avventurieri che, sfruttando questa “assenza di sovranità”, hanno tentato di proclamare micro-nazioni o “principati” effimeri, ma senza alcun riconoscimento ufficiale internazionale.

Il territorio senza leggi

Nel cuore del deserto tra Egitto e Sudan si estende una delle rare eccezioni geopolitiche del mondo moderno: il Triangolo di Bir Tawil, un’area di circa 2.060 km² che nessuno dei due Paesi rivendica. Il Triangolo di Bir Tawil si trova lungo il confine contestato tra Egitto e Sudan, in una zona estremamente arida del Sahara orientale. Il clima è uno dei più severi del pianeta, con temperature estive che superano facilmente i 45°C durante il giorno e notti caratterizzate da un brusco calo termico. L’area è contraddistinta da una quasi totale assenza di risorse naturali, con un paesaggio dominato da sabbia, rocce e una vegetazione scarna formata da arbusti estremamente resistenti alla siccità.

Le forme di vita sono limitate agli animali tipici dei biomi desertici, come rettili, piccoli roditori e insetti adattati alle condizioni estreme. Non esistono insediamenti stabili né fonti d’acqua dolce, rendendo il territorio praticamente inabitabile e privo di infrastrutture.

La peculiarità di Bir Tawil deriva da un intreccio di accordi coloniali risalenti alla fine del XIX secolo. Nel 1899, l’accordo anglo-egiziano stabilì il confine tra Egitto e Sudan lungo il 22° parallelo nord, assegnando Bir Tawil al Sudan. Tuttavia, nel 1902, l’amministrazione britannica ridefinì i confini sulla base di criteri socio-culturali, spostando la linea più a sud per soddisfare le esigenze di alcune tribù sudanesi, assegnando così Bir Tawil all’Egitto.

Egitto e Sudan

Un territorio di confine tra Egitto e Sudan – (trapanisiannu.it)

Questa doppia definizione di confine ha generato una situazione di stallo: se l’Egitto dovesse rivendicare il triangolo secondo la linea del 1902, perderebbe il controllo del ricco e strategico Triangolo di Hala’ib, situato lungo la costa del Mar Rosso e conteso anch’esso tra i due Stati. Allo stesso modo, se il Sudan rivendicasse Bir Tawil, dovrebbe accettare il confine del 1899, rinunciando a Hala’ib, che preferisce mantenere.

La mappa geopolitica riflette questa situazione: il Triangolo di Hala’ib, ricco di risorse e con una posizione strategica sul Mar Rosso, viene rivendicato sia da Egitto che da Sudan, mentre il più arido e meno prezioso Bir Tawil resta senza alcuna rivendicazione ufficiale.

Dal punto di vista ambientale e geografico, Bir Tawil è un esempio emblematico di come condizioni naturali estreme e dinamiche politiche possano combinarsi per generare un’area di terra apparentemente dimenticata, ma che conserva un’importanza simbolica notevole nelle discussioni sui confini e sulla sovranità territoriale.

La presenza di questa terra “invisibile” nei rapporti tra Egitto e Sudan continua a rappresentare un caso di studio interessante per geopolitici, storici e specialisti dei confini internazionali, sottolineando le complessità e le contraddizioni generate dagli accordi coloniali del passato ancora oggi irrisolte.

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