Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, dal 1° gennaio si registrano importanti novità per gli automobilisti italiani.
Le modifiche legislative introducono un aumento generalizzato del carico fiscale sulle assicurazioni auto, con conseguenti incrementi dei premi da versare. A queste si aggiungono ulteriori rincari su carburanti e pedaggi autostradali, creando un quadro complessivamente più oneroso per chiunque possieda un veicolo.
La principale novità riguarda la modifica del regime di tassazione applicato alle polizze assicurative di infortunio conducente e assistenza stradale. Fino al 31 dicembre 2025, tali polizze erano tassate con aliquote inferiori rispetto alla RCA obbligatoria: rispettivamente il 2,5% e il 10%, contro il 12,5% applicato alle polizze RCA tradizionali. Le compagnie assicurative avevano quindi l’abitudine di distinguere chiaramente queste voci, evitando così ulteriori aggravi fiscali per gli assicurati.
Con la nuova normativa, invece, si uniforma la tassazione al 12,5% per tutte le coperture assicurative inerenti al veicolo, indipendentemente dal fatto che il premio sia indicato separatamente o cumulativamente nel contratto. Il comma 60 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 sancisce che da inizio anno tutte le assicurazioni per infortunio conducente e assistenza stradale devono essere considerate “rischi inerenti al veicolo”, applicando quindi la stessa aliquota fiscale della RCA obbligatoria.
Implicazioni pratiche per gli automobilisti
L’effetto diretto di questa scelta legislativa è un aumento generalizzato dei premi assicurativi, con un impatto particolarmente pesante nelle regioni dove il costo della RCA è già elevato. L’imposta al 12,5% sarà applicata anche su altre coperture accessorie come furto, incendio, spese legali e rottura vetri.
Tuttavia, la legge prevede che l’aumento fiscale non debba essere completamente trasferito al cliente finale, ma ripartito: due terzi dell’incremento dovrebbero gravare sulle compagnie assicurative, mentre solo un terzo sul contraente. Al momento si attende un provvedimento dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) per definire le modalità di applicazione di questa disposizione.
Altri rincari nel 2026: carburanti, pedaggi e sinistri
A queste novità si aggiungono ulteriori elementi che aggravano la spesa per l’auto. Dal 2026 è stata allineata la tassazione sul diesel a quella della benzina, determinando un aumento del prezzo del carburante diesel. Inoltre, il costo dei pedaggi autostradali è stato incrementato mediamente dell’1,5%, come confermato dal Ministero delle Infrastrutture, con riflessi su gran parte della rete autostradale italiana.
Sul fronte delle assicurazioni, inoltre, cresce il dibattito sull’efficacia e la trasparenza del sistema di risarcimenti “a forfait” per i sinistri stradali. Le associazioni dei consumatori, come Movimento Consumatori e Assoutenti, hanno espresso forte contrarietà alla recente proposta di revisione, lamentando che il sistema attuale non rispetta pienamente il principio che “chi rompe paga” e favorisce comportamenti opportunistici da parte delle compagnie assicurative. Anche IVASS ha evidenziato criticità nel modello Card, sottolineando la necessità di una revisione profonda per evitare frodi e migliorare la qualità della gestione dei sinistri.

Come funziona l’assicurazione per chi acquista un’auto nuova(www.trapanisiannu.it)
Parallelamente ai rincari, è importante ricordare le modalità assicurative per chi acquista un veicolo nuovo. Il passaggio di proprietà consente di trasferire la polizza RCA dalla vecchia vettura alla nuova, mantenendo la stessa classe di merito, purché il proprietario rimanga lo stesso. Questo trasferimento è agevolato dalle compagnie, molte delle quali offrono procedure online rapide e semplici.
In alternativa, è possibile stipulare una nuova polizza con un’altra compagnia, usufruendo dell’attestato di rischio già maturato, che resta valido per cinque anni. Va precisato che in caso di polizza scaduta, la classe di merito si conserva solo se il veicolo non ha circolato nel periodo di inattività.
L’RC Familiare, estesa con il Decreto Bersani, consente inoltre di ereditare la classe di merito di un familiare convivente, favorendo l’accesso a tariffe più vantaggiose anche per neopatentati o nuovi intestatari di polizze.
Conservazione della classe di merito in casi particolari
Il sistema assicurativo riconosce anche la possibilità di mantenere la classe di merito in situazioni specifiche come il furto del veicolo, la demolizione o l’esportazione all’estero, a condizione di presentare la documentazione comprovante l’evento.








