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Studio inquietante su oltre 100mila persone: quali alimenti (comunissimi) possono far aumentare il rischio di cancro

Pericolo alimenti
Pericolo a tavola - (trapanisiannu.it)

Un’ampia indagine evidenzia il ruolo di specifici conservanti alimentari nell’aumentare il rischio di tumori, anche in cibi insospettabili 

Un nuovo studio pubblicato su BMJ ha approfondito il legame tra il consumo di alimenti contenenti conservanti e il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro, analizzando dati raccolti tra il 2009 e il 2023 su oltre 105.000 persone. Questo lavoro scientifico ha messo in luce che non sono tanto i cibi processati in generale a rappresentare un pericolo, ma specifici additivi chimici utilizzati per la conservazione, alcuni dei quali presenti non solo nelle carni lavorate ma anche in una varietà di altri alimenti quotidiani.

Gli studiosi hanno esaminato l’impatto di 17 diversi conservanti su varie tipologie di tumori e hanno identificato associazioni significative tra alcuni di questi additivi e un aumento del rischio oncologico. In particolare, è stata riscontrata una correlazione tra:

  • Sorbato di potassio e un aumento del rischio di cancro al seno e tumori in generale;
  • Metabisolfito di potassio con il rischio complessivo di cancro e il tumore mammario;
  • Nitrito di sodio associato in modo specifico al cancro alla prostata;
  • Nitrato di potassio con aumentato rischio di cancro generale e al seno;
  • Acido acetico collegato a un maggior rischio di cancro complessivo;
  • Eritorbato di sodio correlato anch’esso a cancro al seno e tumori in senso ampio.

È importante sottolineare che la maggior parte dei conservanti analizzati (11 su 17) non ha mostrato alcuna associazione con un incremento del rischio oncologico, evidenziando come non tutti gli additivi alimentari siano ugualmente pericolosi.

Alimenti insospettabili contenenti conservanti a rischio

Una delle novità più rilevanti emerse da questa ricerca riguarda la presenza di conservanti potenzialmente rischiosi in alimenti non tradizionalmente considerati problematici. Mentre molti erano già consapevoli del legame tra carni lavorate e cancro, i dati hanno dimostrato che anche prodotti come vino, birra, frutta secca, cereali raffinati e per la colazione, formaggio e condimenti quali ketchup o salse per insalate contengono alcuni di questi conservanti. Questo rende più complesso il quadro e suggerisce una necessità di maggiore attenzione nella scelta degli alimenti.

Gli esperti coinvolti nello studio, tra cui Anton Bilchik, oncologo chirurgo e direttore del Programma Gastrointestinale ed Epatobiliare presso il Providence Saint John’s Cancer Institute, spiegano che l’effetto preciso di questi additivi sul corpo umano e sul rischio di cancro non è ancora completamente chiaro. “Alcuni conservanti, come nitrati e nitriti, possono alterare l’ambiente immunitario e modificare il microbioma intestinale, causando potenziali mutazioni genetiche cellulari”, afferma Bilchik, sottolineando però che servono ulteriori ricerche per chiarire questi meccanismi.

Vino, conservanti

Indagine condotta anche sul vino – (trapanisiannu.it)

Dena Champion, dietista oncologica presso l’Ohio State University Comprehensive Cancer Center, aggiunge che non bisogna allarmarsi eccessivamente: “Non possiamo affermare che i conservanti siano la causa diretta del cancro; altri fattori ambientali e di stile di vita influiscono certamente”. Tra questi, l’infiammazione cronica indotta da alcuni additivi può giocare un ruolo rilevante, dato che l’infiammazione è alla base di molte malattie gravi, incluso il cancro.

Pur evidenziando associazioni importanti, lo studio non accerta che gli alimenti con questi conservanti siano direttamente responsabili dello sviluppo del cancro. Lisa Moskovitz, fondatrice di The NY Nutrition Group, ricorda che spesso gli alimenti ricchi di conservanti contengono anche elevate quantità di zuccheri aggiunti, grassi saturi e altri ingredienti che di per sé aumentano il rischio oncologico. Inoltre, chi consuma molti cibi processati tende a consumare meno frutta, verdura e alimenti vegetali ricchi di antiossidanti.

Gli autori dello studio invitano a ulteriori indagini, sottolineando l’importanza di rivalutare la sicurezza di questi additivi da parte delle autorità sanitarie, considerando il bilancio tra il beneficio della conservazione degli alimenti e il potenziale rischio oncologico.

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